Archivi categoria: Storie

La campagna di Msf per chi nasce tra le emergenze

A caccia di notizie per cercare di capire se il coronavirus sia una sciagura planetaria o un’emergenza reale ma messa in scena con tratti da tragedia, domenica ho seguito “In mezz’ora” di Lucia Annunziata che su RaiTre raccontava come all’estero vedessero la situazione italiana. Non sono uscite particolari novità ma una considerazione positiva sì: «Dai grandi problemi nasce sempre un’opportunità».

Sarà stato un caso ma subito dopo è comparso il cartello della campagna di Medici senza Frontiere in corso in questi giorni difficili.

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La paura per il coronavirus io la vinco così

Preambolo in tre punti.

Uno. Soffro di insonnia. Da sempre, non solo in epoca di coronavirus.

Due. In gran parte dei miei 40 anni di professione giornalistica mi sono occupata di sciagure. E il coronavirus non mi colpisce più di tanto anche se è il primo virus in cui mi imbatto nel mondo occidentale. Del resto l’altro, inteso di mondo, è pieno non solo di virus, ma di malattie, contagi, fame. Va così e fa decisamente meno notizia.

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Migranti, le parole e i silenzi nell’Abisso di Davide Enia

Assisti a qualcosa di terribile e non trovi le parole per raccontarlo. Guardi quello che sta accadendo e non riesci neppure a pensare. Perché è troppo. E’ troppo.

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Davide Enia, 45 anni, palermitano, è drammaturgo, interprete e regista dello spettacolo L’abisso, accompagnato dalle musiche di Giulio Barocchieri e tratto dal suo romanzo Appunti per un naufragio (Sellerio).

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Liliana Segre: «E’ l’indifferenza la matrice dell’odio che avanza»

«Lei non sa di cosa parla». Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz, senatrice a vita, ha risposto così, con una nota dolce e severa insieme, alla domanda su cosa pensasse ogni mattina al risveglio nel campo di concentramento, sapendo di dover affrontare un’altra terribile giornata.

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Agnese Moro e Adriana Faranda: «Il dolore si può portare insieme»

Sul sagrato di San Petronio accanto a piazza Maggiore a Bologna due donne raccontano esperienze di vita che più distanti non potrebbero essere. Ma che un percorso faticoso e doloroso è riuscito ad avvicinare.

Una è Agnese Moro, 67 anni, figlia dello statista della Dc rapito e ucciso dalle Brigate Rosse nel 1978.

L’altra è Adriana Faranda, 69 anni, ex Brigatista rossa, componente del gruppo armato che pianificò il sequestro. Arrestata nel 1979 Faranda, che si era opposta all’uccisione di Moro, è uscita in libertà condizionale nel 1994.

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