Luisa Minazzi

Storia di Luisa, di un premio che la ricorda e di una città che ha rialzato la testa

«Quanti dovrebbero essere nel 2020 i candidati al premio Luisa Minazzi – Ambientalista dell’anno?» si chiedono Marco Fratoddi e Vittorio Giordano nel presentare l’edizione numero 14. «Qualche decina di milioni, se ci limitassimo soltanto all’Italia. Perché in un anno come quello che sta per tramontare, la capacità d’impegnarsi ciascuno nel proprio ambito per il bene comune, l’idea di costituire tutti insieme un organismo più grande che va salvaguardato anche grazie ai nostri comportamenti individuali, rappresenta il valore più importante che possiamo acquisire».

Non sono (ovviamente) decine di milioni ma otto i candidati al premio promosso da Legambiente e La Nuova Ecologia insieme al Comitato organizzatore di cui fanno parte numerose organizzazioni sociali di Casale Monferrato. «Portatori di un altro virus, quello dell’impegno civico, capaci di contagiare il prossimo con la generosità, l’attenzione verso l’ambiente, la tutela della legalità».

Il premio intitolato a Luisa è importante, le ragioni ve le spiego sotto in un pezzo che risale al 2014. Oggi io sono qui a chiedervi di unirvi a noi di Casale Monferrato, e di partecipare, votando, a questa edizione così speciale che potrete seguire ovunque vi troviate il 4 dicembre, alle 16.30, in diretta video sul sito del premio, quando saranno resi noti i vincitori durante la cerimonia di in conclusione del Festival della virtù civica.

I candidati sono Vincenzo Balzani, tra i chimici più conosciuti al mondo, che da molti anni affianca alla ricerca un’intensa attività di divulgazione, rivolta soprattutto ai più giovani. La famiglia Bertolino che ha fondato Ri-generation, azienda che rigenera elettrodomestici e ha la maggior parte dei dipendenti provenienti dal Sermig di Torino. Rosario Esposito La Rossa titolare di una casa editrice che produce libri biodegradabili e autore di progetti come la Scugnizzeria, “piazza di spaccio creativo”. Alessandra Dolci che coordina l’Antimafia di Milano e l’ufficio misure di prevenzione. Tra le tante inchieste che continua ad affrontare ci sono anche quelle in campo ambientale. Il Progetto ProPositivo promosso da un gruppo di giovani sardi con l’obiettivo di contrastare lo spopolamento ambientale e sociale della Sardegna dell’interno. Save the truffle, ovvero salviamo il tartufo: progetto lanciato ad Alba da Carlo Marenda ed Edmondo Bonelli, per portare l’attenzione sul problema della sopravvivenza nelle Langhe, nel Roero e nel Monferrato dei boschi a vocazione tartufigena, preziosi tasselli di biodiversità. Paolo Strano fondatore con altri fisioterapisti che lavorano con lui nel carcere Regina Coeli, a Roma, della onlus Semi di Libertà, che forma detenuti e sviluppa idee imprenditoriali nel campo dell’economia carceraria. Alessandra Viola giornalista, scrittrice, produttrice e sceneggiatrice per la tv, docente universitaria. Il suo lavoro più recente è Flower power, pubblicato da Einaudi sui diritti delle piante a tutela dell’intero ecosistema, specie umana compresa.

Cliccando qui, trovate la loro storia e le biografie dettagliate.

Per votare online cliccate qui. Potete esprimere la vostra preferenza entro la mezzanotte del 27 novembre.

Aiutateci a far conoscere questo premio e le iniziative del Festival della virtù civica. Essere in tanti ci rende tutti più forti e ancor più determinati.

Ci vediamo online il 4 dicembre!

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(ottobre 2014)

Oggi vi racconto una storia che ha tre protagonisti: una città, una donna coraggiosa, un premio importante.

La città è quella dove sono nata. Si chiama Casale Monferrato e sta combattendo da anni per avere giustizia dello scempio subìto a causa dell’amianto che ha fatto migliaia di morti e altri ne farà ancora per tanti anni.
È una città che sta aspettando la condanna definitiva del proprietario dell’Eternit, che l’amianto faceva lavorare incurante della sua pericolosità per la salute. Attende anche il risarcimento dei danni, sempre che sia in qualche modo possibile risarcire la morte di un genitore, di un marito, di una moglie, di un figlio, di un parente o di un amico: tutte le famiglie tutte hanno qualcuno a cui il mesotelioma non ha lasciato scampo.
Oggi questa città, fermo restando l’impegno a testimoniare un passato che andrà ricordato come una guerra non ancora vinta, ha però deciso di alzare la testa e guardare avanti, perché finalmente si parli di lei anche per l’impegno e la coscienza ambientalista, per le sue colline e il suo essere capitale di quel Monferrato che è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco.

La donna coraggiosa si chiamava Luisa Minazzi. Direttrice didattica, era figlia di un operaio dell’Eternit di Casale Monferrato, e negli anni Novanta era stata assessore all’ecologia.
Da sempre in prima linea nella battaglia contro l’amianto, Luisa si è ammalata di mesotelioma quando aveva poco più di 50 anni. E ha deciso che fosse giusto dirlo a tutti, perché tutti potessero combattere insieme la sua stessa battaglia. «Quello che stiamo vivendo a Casale» diceva «è una guerra. Volano le bombe e non si sa chi possano colpire. Ecco, io ho deciso di non stare a guardare le bombe che arrivano addosso senza cercare di pararle».
Luisa ha raccontato la sua storia e la storia della sua città sui giornali e in tv. «Il mesotelioma è un male che sta nell’anima dei casalesi. Io, invece, voglio che prevalga la speranza, perché tutti si reagisca e si pretenda di più dalla ricerca per una cura risolutiva».
È morta nel 2010 a 58 anni senza poter vedere la prima sentenza di condanna contro i responsabili dell’Eternit.

Il premio importante è quello dedicato al ricordo di Luisa. Si intitola “Luisa Minazzi – ambientalista dell’anno”, è promosso da Legambiente e dal mensile La Nuova Ecologia, insieme a un comitato organizzatore di cui fanno parte diverse associazioni di Casale Monferrato. Il suo obiettivo è far conoscere le storie di quanti si impegnano ogni giorno a favore dell’ambiente, del prossimo e della legalità, proprio come faceva Luisa.

Il vincitore lo designeremo tutti insieme.

Quello che vi chiedo alla fine della mia storia è di votare il candidato che preferite, ma anche di fare un po’ di pubblicità a questo premio. Postando il link sulle vostre bacheche, parlandone agli amici, mandando una mail a chi conoscete… È un premio importante. Ed è importantissimo per noi di Casale, che abbiamo deciso di rialzare la testa senza dimenticare la nostra storia e le persone coraggiose che l’hanno fatta, come Luisa Minazzi.

 

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