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Storia di Luisa, di un premio che la ricorda e di una città che ha rialzato la testa

Il premio “Luisa Minazzi-Ambientalista dell’anno” promosso da Legambiente e del mensile “La Nuova Ecologia” insieme al Comitato organizzatore di cui fanno parte diverse associazioni di Casale Monferrato (Al) ha  l’obiettivo di portare in evidenza – nel ricordo di Luisa – le storie di quanti s’impegnano nella società civile, nel mondo dell’impresa e nella pubblica amministrazione a favore dell’ambiente, del prossimo e della legalità.

Il premio intitolato a Luisa è importante, le ragioni ve le spiego sotto. Oggi io sono qui a chiedervi di unirvi a noi di Casale Monferrato, e di partecipare, votando, a questa edizione. I vincitori saranno resi noti il 2 dicembre, nella sala del Castello a Casale Monferrato, durante la cerimonia che concluderà il Festival della virtù civica. Ovunque vi troviate, potrete seguirla in diretta online.

premio minazzi 2022

I candidati di quest’anno sono Valentina Fiore, palermitana, direttore del Consorzio Libera Terra Mediterraneo promosso da Libera, che ha come obiettivo quello di restituire dignità, valore e bellezza ai territori sottratti alle mafie. La Cooperativa Agricola Iris di Calvatone (Cremona) nata nel 1978 come proprietà collettiva per coltivare biologico, creare lavoro per donne e persone svantaggiate, sviluppare un rapporto diretto con il consumatore, promuovere la cultura contadina. Anna Cogo, veneta, multinational engagement manager di B Lab, ente no profit che ha creato un autentico movimento globale di aziende e un protocollo di misurazione che consente di capire in maniera chiara se una azienda è o non è sostenibile. Attualmente il movimento comprende più di 5.500 aziende, in 85 Paesi. Comitato spontaneo Parco di Centocelle: è riuscito a riportare all’attenzione pubblica il Parco Archeologico di Centocelle, 126 ettari alla periferia sud-est di Roma, fruibile attualmente solo in minima parte. Il Comitato vuole impedire che diventi una discarica a cielo aperto. Toni Farina, torinese, esponente di Mountain Wilderness, del Cai e del Consiglio direttivo del Parco nazionale Gran Paradiso, ha proposto di istituire una Montagna Sacra per il Gran Paradiso nell’anno del centenario del primo parco naturale italiano. Anna Maria Moschetti di Palagiano (Ta), medico pediatra responsabile per le malattie dei bambini legate all’inquinamento per l’Associazione culturale pediatri di Puglia e Basilicata, è presidente della Commissione per l’ambiente dell’Ordine dei Medici di Taranto, la città dell’Ilva definita nel 2022 dall’Onu “zona di sacrificio”, perché l’impianto siderurgico ha compromesso la salute delle persone. Renato Nitti, Procuratore della Repubblica di Trani, esperto di reati ambientali, ha condotto alcune delle principali inchieste che hanno coinvolto grosse ditte di smaltimento di rifiuti. I CERrossini, prima Comunità energetica rinnovabile delle Marche, promossa dall’Assessorato all’ambiente di Montelabbate, provincia di Pesaro e Urbino. Il progetto si propone di creare una coalizione di utenti con lo scopo di autoprodurre, consumare e gestire energia.

Trovate le loro storie e le biografie dettagliate cliccando qui. https://www.premioluisaminazzi.it/

Il voto – entro la mezzanotte di domenica 27 novembre 2022 – si può esprimere così.

  1. Cliccando sul modulo on-line
  2. Compilando la scheda cartacea inserita ne La Nuova ecologia di novembre da rispedire compilata alla sede del Premio (fa fede il timbro postale d’invio oppure il ricevimento dell’email con il file scansionato all’indirizzo segreteria@premioluisaminazzi.it)
  3. Attraverso le urne collocate in diversi luoghi pubblici del territorio di Casale Monferrato e delle altre località nel Parco del Po.

premio minazzi 2022

(ottobre 2014)

Oggi vi racconto una storia che ha tre protagonisti: una città, una donna coraggiosa, un premio importante.

La città è quella dove sono nata. Si chiama Casale Monferrato e sta combattendo da anni per avere giustizia dello scempio subìto a causa dell’amianto che ha fatto migliaia di morti e altri ne farà ancora per tanti anni.
È una città che sta ancora aspettando la condanna del proprietario dell’Eternit, che l’amianto faceva lavorare incurante della sua pericolosità per la salute. Attende anche il risarcimento dei danni, sempre che sia in qualche modo possibile risarcire la morte di un genitore, di un marito, di una moglie, di un figlio, di un parente o di un amico: tutte le famiglie tutte hanno qualcuno a cui il mesotelioma non ha lasciato scampo.
Oggi questa città, fermo restando l’impegno a testimoniare un passato che andrà ricordato come una guerra non ancora vinta, ha però deciso di alzare la testa e guardare avanti, perché finalmente si parli di lei anche per l’impegno e la coscienza ambientalista, per le sue colline e il suo essere capitale di quel Monferrato che è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco.

La donna coraggiosa si chiamava Luisa Minazzi. Direttrice didattica, era figlia di un operaio dell’Eternit di Casale Monferrato, e negli anni Novanta era stata assessore all’ecologia.
Da sempre in prima linea nella battaglia contro l’amianto, Luisa si è ammalata di mesotelioma quando aveva poco più di 50 anni. E ha deciso che fosse giusto dirlo a tutti, perché tutti potessero combattere insieme la sua stessa battaglia. «Quello che stiamo vivendo a Casale» diceva «è una guerra. Volano le bombe e non si sa chi possano colpire. Ecco, io ho deciso di non stare a guardare le bombe che arrivano addosso senza cercare di pararle».
Luisa ha raccontato la sua storia e la storia della sua città sui giornali e in tv. «Il mesotelioma è un male che sta nell’anima dei casalesi. Io, invece, voglio che prevalga la speranza, perché tutti si reagisca e si pretenda di più dalla ricerca per una cura risolutiva».
È morta nel 2010 a 58 anni senza poter vedere la prima sentenza di condanna contro i responsabili dell’Eternit.

Il premio importante è quello dedicato al ricordo di Luisa. Si intitola “Luisa Minazzi – ambientalista dell’anno”, è promosso da Legambiente e dal mensile La Nuova Ecologia, insieme a un comitato organizzatore di cui fanno parte diverse associazioni di Casale Monferrato. Il suo obiettivo è far conoscere le storie di quanti si impegnano ogni giorno a favore dell’ambiente, del prossimo e della legalità, proprio come faceva Luisa.

Il vincitore lo designeremo tutti insieme.

Quello che vi chiedo alla fine della mia storia è di votare il candidato che preferite, ma anche di fare un po’ di pubblicità a questo premio. Postando il link sulle vostre bacheche, parlandone agli amici, mandando una mail a chi conoscete… È un premio importante. Ed è importantissimo per noi di Casale, che abbiamo deciso di rialzare la testa senza dimenticare la nostra storia e le persone coraggiose che l’hanno fatta, come Luisa Minazzi.