Tutti gli articoli di Monica Triglia

Liliana Segre: «E’ l’indifferenza la matrice dell’odio che avanza»

«Lei non sa di cosa parla». Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz, senatrice a vita, ha risposto così, con una nota dolce e severa insieme, alla domanda su cosa pensasse ogni mattina al risveglio nel campo di concentramento, sapendo di dover affrontare un’altra terribile giornata.

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Il nuovo libro di Monica Pais su Mano, il cane che non voleva amare

Era l’8 aprile scorso e nella libreria Hoepli in centro a Milano presentavo Animali come noi (Longanesi), il primo libro di Monica Pais. Per ascoltarla erano accorse centinaia di persone. A un certo punto a loro avevo chiesto: «Quale tra le storie raccontate da Monica vi ha colpito di più?». La risposta, in coro, era stata «Quella di Mano!». Ricordo che io guardavo quella folla, gli occhi di molti si erano riempiti di lacrime, ed ero un po’ disorientata, perché la storia di Mano, che come tutti avevo seguito sui social, nel libro non c’era.

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Agnese Moro e Adriana Faranda: «Il dolore si può portare insieme»

Sul sagrato di San Petronio accanto a piazza Maggiore a Bologna due donne raccontano esperienze di vita che più distanti non potrebbero essere. Ma che un percorso faticoso e doloroso è riuscito ad avvicinare.

Una è Agnese Moro, 67 anni, figlia dello statista della Dc rapito e ucciso dalle Brigate Rosse nel 1978.

L’altra è Adriana Faranda, 69 anni, ex Brigatista rossa, componente del gruppo armato che pianificò il sequestro. Arrestata nel 1979 Faranda, che si era opposta all’uccisione di Moro, è uscita in libertà condizionale nel 1994.

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Il 3 ottobre, in piazza Duomo a Milano, si ricordano i migranti morti in mare

E’ il 3 ottobre  2013. Al largo di Lampedusa, davanti all’isola dei Conigli, c’è un’imbarcazione carica di migranti, in gran parte somali ed eritrei provenienti dalla Libia. Vogliono segnalare la posizione e per questo incendiano una coperta ma le fiamme si propagano sul ponte. Il barcone si rovescia.  E’ la più grande tragedia dell’immigrazione: 368 i morti.

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Maurizio Sbordoni, che ha chiamato la sua casa editrice Stocazzo

Sono una che va di corsa. Che sui social passa più volte al giorno ma legge tutto velocemente. Però accade che a volte qualche frase mi colpisca. E allora mi fermo.

Qualche settimana fa mi sono presa il tempo per leggere un post di Maurizio Sbordoni. Che è uno scrittore romano di 50 anni con un’aria da ragazzo – almeno a guardare le foto perché di persona non l’ho mai incontrato – e all’attivo tre libri pubblicati più uno. Quest’uno, l’ultimo, si intitola Pococondriaco ed è da poco uscito per Stocazzo editore, di per sé nome un po’ speciale, per dirla con gentilezza. Stocazzo l’ha fondata lo stesso Sbordoni, ma di questo vi racconto dopo.

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