Le opere del Fronteversismo nel nuovo museo francescano a Taranto

Uno spazio unico nel suo genere, un’esposizione permanente nonché centro studi e formazione artistica, che raccoglierà opere del 1700 e opere contemporanee.

E’ il nuovo Museo francescano Sant’Egidio, in corso di allestimento a Taranto. Il museo troverà posto nel principale santuario per il culto a Sant’Egidio da Taranto (in città vecchia si custodisce ancora la casa natale del Santo) oggi gestito dai frati minori e sede anche del Centro giustizia, pace e integrità del creato.

«Uno scrigno di meraviglia, sconosciuto a molti ma che vogliamo riconsegnare alla città e rendere fruibile a tutti» si legge sul sito dove è stata lanciata una campagna di crowdfunding a cui tutti sono invitati a partecipare.

Salvo variazioni, il museo aprirà il prossimo 4 ottobre, giorno in cui si celebra San Francesco. E permetterà ai visitatori di fare un’esperienza emotiva, osservando in prima battuta le opere alla luce e lasciandosi poi catturare dai paesaggi del Fronteversismo di Giuseppe Siniscalchi, avvocato e artista milanese di origini pugliesi, che si illumineranno a luci spente.

«Questo è il nostro sogno» dicono gli organizzatori. «Valorizzare quello che abbiamo, creare uno spazio di bellezza e di stupore, educare con la forza dell’arte per un mondo migliore. L’educazione alla bellezza dà alle persone un’arma contro la rassegnazione e l’impotenza. In particolare, abbiamo pensato di far nascere qualcosa di unico e originale, possibile armonica coesione tra antico e moderno, quanto di meraviglioso, da secoli, il nostro amato paese riesce ad esprimere senza soluzione di continuità».

Tre i percorsi previsti nella nuova pinacoteca-museo.

Il primo: la scoperta dei tesori della regina Amalia che ha voluto la fondazione della Chiesa di San Pasquale, insieme ad altri oggetti preziosi e alla reliquie del santo frate tarantino sant’Egidio di Taranto.

Il secondo: un viaggio attraverso le opere caravaggesche di scuola napoletana del XVII e XVIII secolo di grandi pittori: Fracanzano, Giordano, Olivieri.

Il terzo: le opere di Giuseppe Siniscalchi, artista contemporaneo di fama internazionale, fondatore del Fronteversismo.

Tra le otto opere fronteversiste che saranno in esposizione permanente l’interessante “La ruota della pace” (2014), tra le prime carte da pacchi realizzate dall’autore. Un’opera d’arte nata per caso e d’istinto quando Siniscalchi usò una carta da pacchi per non sporcare il tavolo mentre dipingeva la tela “Luna e neve” dedicata al figlio Leonardo.

ruota della pace fronteversismo
La ruota della pace (2014) – Giuseppe Siniscalchi Fronteversismo

Al termine di quest’ultima tela l’autore notò sulla carta casuali segni e immaginò una ruota con all’interno quella croce formatasi per caso, aggiungendovi, con qualche pennellata, simboli di pace (compreso il Kanji di wa 和: pace e armonia in lingua giapponese).

giuseppe siniscalchi
L’artista Giuseppe Siniscalchi, fondatore del Fronteversismo

 

21 pensieri su “Le opere del Fronteversismo nel nuovo museo francescano a Taranto”

  1. Un ulteriore traguardo per l’artista-avvocato Giuseppe Siniscalchi che, dal 4 ottobre prossimo, in occasione della festività di San Francesco, sarà insignito dell’onore di poter collocare in maniera permanente alcune sue opere a fianco di altre di artisti caravaggeschi nel museo francescano di Sant’ Egidio. Il fondatore del Fronteversismo approda così in un museo di chiara vocazione religiosa per promuovere i valori dell’amore e della pace tanto cari a San Francesco e d cui le opere donate sono un esempio lampante ad ogni visitatore che avrà l’opportunità e il privilegio di visitare il museo. La prospettiva culturale di Giuseppe Siniscalchi, da intendersi principalmente come superamento delle barriere ideologiche, vero ostacolo all’amore e alla pace, è di fatto una prospettiva policentrica, nel senso di non tralasciare punto di vista alcuno. L’esigenza fronteversista di scorgere il retro della tela affinché nulla sia incompiuto è perfettamente in linea con il messaggio universale francescano e la pittura, dai tempi di Giotto nella basilica di Assisi, rimane ancora un viatico strordinario per trasmettere i valori sopra citati.

    1. Caro Giuseppe,

      le mie più sincere congratulazioni per questo importantissimo riconoscimento, veramente meritato; ne sono proprio felice.

      La Tua sensibilità ha creato un linguaggio pittorico autonomo, nuovo e di qualità, e la qualità non invecchia, ma cresce progressivamente nel tempo; ciò diversamente dal lavoro degli “artisti di moda”, che hanno un successo immediato destinato a sgonfiarsi ed a venir relativizzato nel contesto artistico.

      Ad meliora semper !

  2. Grazie Monica . Essendo troppo di parte preferisco non commentare il post su circostanze che fan parte di bella pagina di presente e storia dell’ arte del nostro amato Paese . Esprimo con gioia senso di profonda gratitudine e stima per la tua apertura con vicinanza da sempre a temi di grande valenza sociale nonché per le tue straordinarie doti umane e professionali encomiabili . A presto . Giuseppe

  3. Chapeau ai fratelli francescani per aver intelligentemente coniugato le meravigliose espressioni artistiche del passato con la produzione artistica del talentuoso pittore contemporaneo Siniscalchi che ci incanta con opere di ispirazione cristiana. Che il Signore possa servirsi anche di questa semplice “ruota” per condurre il suo piano di salvezza per un’umanita’ in viaggio che necessita di ritrovare quel “legame spezzato” per vivere pienamente in pace.
    Buon lavoro 🙂

  4. LA RUOTA DELLA PACE

    Gira la ruota, gira.
    Districa le matasse
    intricate e lasse.
    E fila, fila Pace e Amore.
    Fila, a scandire
    l’intimo e l’immenso;
    a intrecciare terra a vento,
    aria a fuoco, ordine e Pace
    a Passione viva,
    Giustizia tenace.
    Gira la ruota, gira.
    Gira, rammemorando,
    che ogni uomo,
    peregrino
    nel frale suo passo,
    non vaga, invero,
    nel turbinio confuso
    a cuor basso,
    ma, come stella,
    sempre può
    vivificar Bellezza,
    Armonia, Grazia,
    Ascolto, Purezza.
    E gira, ancor più gira,
    a donare perle di Carità
    e mille, mille e più gemme
    a chi le mani offre
    di generosità ricolme.
    Gira, la ruota gira.
    Districa le matasse
    intricate e lasse.
    E fila, fila Pace e Amore,
    intesse il Poema,
    innaffia Umile Fiore.

    Possa tu, Giuseppe, accogliere questi umilissimi versi in gradito dono, ispirato alla stupenda tua opera “La Ruota della Pace”, altissima pittura di Universa Fratellanza.

  5. Como seguidora de esta vanguardia, siento grande orgullo, ilusión y honor al ver las obras de Giuseppe Siniscalchi junto a cuadros que han dejado su marca en la historia. Ello me hace pensar que estoy presenciando el comienzo de un proceso que culminará con el reconocimiento del fronteversismo a nivel universal, que, aunque no sea ni mucho menos el objetivo primordial de su autor, el mensaje de paz para el mundo a través de la belleza del arte merece tal difusión.
    Espero ansiosa la inauguración de la exposición.

  6. I lavori di Giuseppe mi portano nelle atmosfere narrative di “canto notturno di un pastore errante dell’Asia” (Leopardi), ed alle sensazioni e gli interrogativi che l’uomo puo’ rivolgere soltanto al cielo

  7. Il genio dell’artista Giuseppe SINISCALCHI verso traguardi sempre più lusinghieri. Ho avuto il privilegio di ammirare da vicino alcune delle opere di Giuseppe a Milano, non è facile per me esternare con le parole la magia e le emozioni che esse riescono a trasmettere. Prova ad abbandonare il tuo sguardo nelle linee nei colori e nelle immagini per riuscire a cogliere il messaggio di pace di amore e di speranza, lasciati trascinare per un attimo nella essenza primordiale dei veri valori della vita.

  8. I Francescani sono da sempre simbolo di una grande storia di pace e di fratellanza, le opere di Giuseppe indicano strade verso mondi di pace, fratellanza e visioni poetiche, artisti come lui posso salvare il nostro mondo. Grazie di queste emozioni

  9. Complimenti Giuseppe, esporre le proprie creazioni in un museo, e soprattutto accanto ad opere caravaggesche, credo sia come vivere in un sogno.
    La cosa piu’ bella ed emozionante pero’, secondo me, e’ essere riuscito a fare del Fronteversismo un linguaggio apprezzato da molti che contempla valori universali che non hanno tempo e luogo come l’amore e la pace.

  10. Notizia straordinaria di magnifica pagina di presente e storia dell’ arte nel mondo .Non a caso da tempo definiscono GIUSEPPE il nuovo Van Gogh. Ho in fatti scelto un suo capolavoro donato 3 anni fa a mio padre come copertina del mio libro. Non ho dovuto neanche cambiare il titolo del libro, lo stesso del dipinto : il cartone della pace.Congratulazioni.

  11. La notizia che un artista seguito fin dai primi passi, dalla firma di quel Manifesto del Fronteversismo circolante tra un gruppo ristretto di amici, sia oggi un maestro riconosciuto a livello internazionale non può che riempire di gioia.
    Ma ciò di cui più ci si compiace è il riconoscimento tributatogli in Italia, paese esterofilo per tradizione e mai benevolo con i talenti nazionali. Soprattutto quando è la Chiesa a spalancare le proprie porte, quelle che hanno permesso al Rinascimento di affacciarsi al mondo!
    Ultima, non piccola gioia – parlo da ermeneuta dell’arte – ritrovare in questo nuovo e affascinante dialogo tra contemporaneo e moderno, nato dalla illuminata visione e generosa accoglienza del Museo francescano Sant’Egidio, la risposta alla sfida più alta del “pensiero in figura” occidentale: la circolarità del logos e l’apertura al futuro.
    Verso un orizzonte di bellezza e trasformazione che potrà elevare lo spirito e i sensi.
    Grazie Giuseppe!

  12. La sensibilità francescana ci induca a ricordare il primo “involontario fronteversista” filosofo nato nel 1096: Ugo da Parigi, monaco entrato nell’Abbazia vittorina, poi cardinale e Vescovo di Frascati per volontà di Innocenzo II. Ugo tra i grandi della Scolastica agostiniana, parlò anche di arte ed estetica, sostenendo la teoria della dualità nella visione dell’opera d’arte tra apparenza e sostanza. Egli avrebbe ben compreso il Fronteversismo, tanto quanto oggi dimostrano i francescani. Ho sempre sostenuto che il nostro internazionale Gius è pure Artista “senzatempo” in secula seculorum. Ciao Gius
    Onelio Onofrio Francioso

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