I talk show politici non raccontano la vita vera

Ecco, se dovessi definirla con una frase, potrei scrivere “Non se ne può più”.

La crisi di ascolti dei talk show politici può sorprendere solo chi non vive la vita vera. Che poi sarebbe quella di ciascuno di noi, fatta più o meno degli stessi problemi: il lavoro (che non c’è), i soldi (sempre troppo pochi), le scuole (che non funzionano), la sanità (spesso scadente).

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Le parole della Bindi non fanno bene alle donne

Sono piccolina, bruna, ho le occhiaie e un’età molto autorevole (sigh!), e anche una propensione ad allargarmi che mi fa sentire in colpa tutte le volte che mi attacco al cucchiaione di Nutella. In più sono vice di un direttore che ha 18 anni meno di me. E non sono per niente entusiasta del governo Renzi, ministre comprese.

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Lost (e non found)

Non è neppure per le cose perse, anche se ci ero affezionata. La giacca che potevo rivoltare, e da rosa diventava beige, così che la potevo usare anche la sera, se andavo a un concerto. I pantaloni neri, anni 10, vecchissimi e po’ lisi d’accordo, ma comodi e giusti, e la maglia di lana color tortora, che mi ha accompagnato per il mondo, così come quella di cotone gialla a righe colorate… Sono cose, le mie cose, ma pazienza.

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Dalla Guinea sotto assedio per l’ebola arriva una storia. Ed è una bella storia

«Non ho la presunzione di pensare di aver salvato la vita a quella ragazzina, ma sono certo che l’incoraggiamento, la vicinanza e la mia testardaggine le siano state da spinta».
Parla dalla Guinea Massimo Galeotti, quarantenne con il volto da ragazzo, origini fiorentine ma da 11 anni in giro per il mondo con Medici senza Frontiere. Parla dalla Guinea “sotto assedio” per l’ebola. Parla da Guéckédou, sud-ovest del Paese, dove l’epidemia è iniziata, per poi diffondersi in Liberia,  Sierra Leone e Nigeria.

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