Archivi categoria: Opinioni

Baglioni, i migranti, Sanremo (e la libertà di dire ciò che si pensa)

Avevo 15 anni e più che per la maglietta fina di Questo piccolo grande amore, trattenevo il respiro, come faccio ancora oggi quando sono emozionata, ascoltando Poster, canzone nella quale un Claudio Baglioni parecchio giovane, occhioni tristi, riccioloni sulle spalle, un po’ bietolone nel complesso, gridava (letteralmente): «Tu che intanto sogni ancora /sogni sempre/sogni di fuggire via/E andare lontano lontano/Andare lontano lontano». Che poi era quello che desideravo fare io davvero. E mi stupivo che un tipo così sapesse interpretare tanto bene quello che non riuscivo a spiegare neppure a me stessa. Continua la lettura di Baglioni, i migranti, Sanremo (e la libertà di dire ciò che si pensa)

Due o tre cose che penso sul Caffè di Gramellini su Silvia, rapita in Kenya

Succede questo. Che il Grande Giornalista scriva una cazzata sulla prima pagina del Corriere della Sera. Niente di strano e niente di scandaloso, anche ai Grandi succede di scrivere cazzate.

A leggere il pezzo intitolato Cappuccetto Rosso (in tantissimi lo abbiamo letto tutto, del resto 30 righe non sono 30 pagine) io ho pensato due cose.

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I volti bui della storia e noi, che non siamo più capaci di dire no

Sabato sera è andata in onda in tv una puntata di “Ulisse” che Alberto Angela ha dedicato al viaggio senza ritorno degli ebrei catturati a Roma dalle SS il 16 ottobre 1943 e portati in treno ad Auschwitz e in altri campi di sterminio. Una trasmissione importante che Angela aveva annunciato con un tweet che diceva così: «C’è sempre il rischio che i volti bui della storia riappaiano. L’unico modo per evitarlo è conoscerla, raccontarla».

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E se quegli scheletrini fossero i nostri figli?

«Abbiamo accolto 27 scheletrini. Il più magro pesava 30 chili, la sua gamba aveva lo stesso diametro del mio polso. Uno era tutto e solo orecchie. Un altro non riusciva a camminare perché pieno di dolori. Tre avevano ferite di arma da fuoco ai polsi, ai piedi e alle braccia».

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E se per Asia Argento provassimo un po’ di compassione?

A me Asia Argento fa un po’ pena, nel senso di umana compassione.

E’ una donna che ha più di 40 anni ma ha ancora la faccia cattiva della ragazzina che per difendersi aggredisce. L’espressione rabbiosa di chi urla per sentirsi viva. Lo sguardo disperato di chi in fondo ha capito che varrebbe la pena ricominciare da zero ma non vuole, perché farlo significherebbe ammettere una vita sbagliata.

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