Le tre gattine di Natale

Lo so, le storie di Natale sono sempre zuccherose. Lasciano un po’ quel senso di appiccicoso tipico dello zucchero filato. Ma queste che vi sto per raccontare sono storie speciali. Perché hanno come protagoniste tre gattine.

Le prime due arrivano da Oristano, in Sardegna. Qui c’è la clinica veterinaria Duemari, dove lavorano professionisti straordinari, a partire da una dottoressa che si chiama Monica come me.

Nei tanti giri che ho fatto nella mia vita, io a Oristano non ci sono mai stata. Però, seguendo le “avventure” di quelli che alla Duemari chiamano “i nostri rottami”, sento che con quei medici sono diventata amica.

La storia di Crosticina

Un mese fa alla Duemari arriva una micina tricolore. E’ moribonda. «Deve averne passate di tutti i colori» scrive la dottoressa Monica. «Pesa un kg di ossa, rogna e pulci. Deve aver vagato per mesi, ha sicuramente avuto un proprietario perché ha un collarino rosso con un campanellino».

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La micina la vedete in questa foto. E credo non sia necessario aggiungere parola. Speranze di sopravvivenza: vicine allo zero. Notizie del proprietario: zero.

Però… però qui inizia la fiaba. Migliaia di persone cominciano a seguire la sua storia, a chiedere notizie. Ci troviamo, noi gente che non si conosce, a essere una comunità. «Ha superato la notte, sta reagendo» aggiornano dalla clinica di Oristano. E noi, da tutte le parti d’Italia, innamorati persi di questa gattina senza pelo, piena di croste e aghi e tubicini, viviamo attimi di sollievo. E facciamo il tifo, quasi come in una gara sportiva.

Forse è anche questa energia positiva, insieme alle competenze dei veterinari, a fare il miracolo.

Ora la micina ha un nome: Crosticina. Giorno dopo giorno sta meglio (nella foto in alto la vedete sulla bilancia “celebrare” i 2 chili e 280 grammi). E sui post che raccontano i suoi progressi piovono i like, spesso più di duemila, a raccontare la sensibilità di tante persone.

Crosticina guarisce, trova casa in una famiglia che apre una pagina Facebook tutta per lei, ed è una festa collettiva.

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Anche se…

La storia di Macchia

Proprio mentre Crosticina vive l’epilogo della sua fiaba, succede che Pluto, un cane lupo in attesa di essere visitato dai veterinari della clinica Duemari, azzanni Macchia, la gattona grigia della dottoressa Monica. L’azzanna di brutto e Macchia sembra persa.

Il dolore della dottoressa Monica è così grande e intenso che riesco a “sentirlo” anch’io da casa. E non sono la sola.

«Non ridere. C’è un gatto che non conosco, in una città che non conosco, di proprietà di una persona che non conosco, che sta molto male. E io sono in apprensione» mi dice un giorno Marta, un’amica che abita a Pavia a cui è successo di “incrociare” sui social la clinica Duemari.

Io non rido.

Prima del lieto fine passano quasi due settimane. Poi Macchia, “triturata” dal cane lupo, operata e curata, ricomincia a mangiare da sola, ed eccola nella foto, vicina all’albero di Natale.

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Il 24 dicembre la dottoressa Monica riceve una lettera. «Sono la proprietaria di Pluto, il pastore tedesco che ha aggredito Macchia. Le chiedo scusa per l’accaduto. Ho seguito il percorso di Macchia tramite la vostra pagina e so che adesso sta meglio e questo mi dà gioia. Capisco come si è sentita e le sensazioni che ha provato in quest’ultimo periodo perché da poco ho perso il mio cane Lucky di 10 anni. Ho pregato tanto affinché Macchia si riprendesse, sono sicura che il mio Lucky ha contribuito a questo miracolo di Natale».

Un miracolo di Natale.

La storia di Lola

L’ultima storia arriva da Lampedusa. Vi ricordate Lola, la gattina che Sama, 24 anni, ha portato con sé, in una borsa, nel suo lunghissimo viaggio dal Sudan?

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La storia di Lola l’ho raccontata qui. Gattina migrante, sopravvissuta a una traversata piena di pericoli, ha rischiato di morire a Lampedusa dove non la volevano far sbarcare perché potenziale portatrice di qualche malattia.

Ma il sindaco dell’isola Giusi Nicolini ha capito quanto fosse forte il rapporto tra l’animale e Sama. E ha ottenuto che Lola fosse affidata a una struttura veterinaria per una lunghissima quarantena.

Ora, quasi sei mesi dopo lo sbarco, Lola sta per tornare tra le braccia di Sama.

Se sarà possibile, il sindaco di Lampedusa mi manderà una foto del loro primo abbraccio. E io vi prometto che ve la pubblico, quella foto. Forse sarà gennaio o forse anche febbraio: ma sarà comunque un altro piccolo (e grandissimo) miracolo di Natale.

* grazie alla Clinica veterinaria Duemari a cui ho “piratato” le foto di Crosticina e Macchia… 

* Il “miracolo” per Lola si è avverato a gennaio. Com’è andata lo trovare qui.

2 pensieri su “Le tre gattine di Natale”

  1. E’ curiosissimo, o forse no, ma emanate qualcosa di buono. Se vedo un post vostro che parla di qualche ‘rottame’ o di altro ho un ‘attacco’ di piacere! Siete amici insomma, ai quali si vuole bene. Eh sì.

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