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E se per Asia Argento provassimo un po’ di compassione?

A me Asia Argento fa un po’ pena, nel senso di umana compassione.

E’ una donna che ha più di 40 anni ma ha ancora la faccia cattiva della ragazzina che per difendersi aggredisce. L’espressione rabbiosa di chi urla per sentirsi viva. Lo sguardo disperato di chi in fondo ha capito che varrebbe la pena ricominciare da zero ma non vuole, perché farlo significherebbe ammettere una vita sbagliata.

Oggi sui giornali è uscita la storia che riprende un’inchiesta del New York Times, non proprio un giornale di gossip. Secondo il NYT, che ha ricevuto in forma anonima documenti legali giudicati attendibili, la Argento avrebbe versato una somma importante a Jimmy Bennett, giovane attore e musicista americano che l’ha accusata di violenza sessuale. Bennett avrebbe denunciato di essere stato aggredito sessualmente da Asia nel maggio 2013, quando lui aveva 17 anni e lei 37. Di per sé una brutta accusa. Forse ancora più brutta (se possibile) se si tiene conto che la Argento è la capofila del movimento #metoo, quello delle attrici che hanno denunciato e stanno denunciando le molestie subìte negli anni da produttori e colleghi famosi.

Il New York Times riferisce che, a fronte di una richiesta milionaria, c’è stato un accordo su un risarcimento da parte di Asia di 380 mila dollari, che di fatto ha il sapore della conferma di quanto sostenuto dal ragazzo.

Resta però da segnalare che la denuncia di Bennett è stata presentata giusto un mese dopo le accuse che Asia Argento ha rivolto al fino ad allora potentissimo produttore cinematografico Harvey Weinstein (che oggi rischia l’ergastolo). Ed è un dettaglio da tener presente.

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Asia Argento con Harvey Weinstein.

 

Con questa storia comunque la Argento perde, probabilmente in modo definitivo, quel briciolo di autorevolezza che aveva acquistato ponendosi in testa a #metoo.

Facile adesso dire che avesse sposato la campagna solo per avere visibilità. E per recuperare qualche occasione di lavoro che non trovava più.

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Asia Argento con Morgan

 

Può essere così. Certo è che la sua vita non è stata una passeggiata.

Dal primo matrimonio fallito con Morgan (altro con problemi non da poco, che si è definito «emarginato per eccellenza perché cacciato da tutti») da cui ha avuto Anna Lou (finita recentemente sulle cronache dei giornali per aver imbrattato un bus di Roma ed essersene vantata sui social), alle seconde nozze con il regista Michele Civetta, da cui è nato Nicola Giovanni, concluse con la separazione.

Fino alla morte di Anthony Bourdain, chef di fama internazionale con cui l’attrice aveva una relazione e che lo scorso 8 giugno si è tolto la vita in una stanza d’albergo a Strasburgo. Una tragedia che ha visto la Argento finire di nuovo nella lista dei “cattivi”, colpevolizzata da molti che l’hanno ritenuta responsabile della depressione del compagno.

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Asia Argento con Anthony Bourdain

Ora viene anche da chiedersi come abbiano preso la notizia data dal New York Times  in casa di X-Factor. Asia Argento dovrebbe essere infatti una dei quattro giudici del programma di Sky, un ruolo il suo che però potrebbe essere travolto da una curiosità morbosa del tutto estranea all’essenza canora dello show.

Insomma, una serie di prove non da poco che non è ancora conclusa.

Per questo oggi penso che Asia Argento, donna mai cresciuta, meriti compassione.

Compassione nel significato che spiega la Treccani: sentimento di pietà verso chi è infelice. Verso i suoi dolori, le sue disgrazie, i suoi difetti.

 

 

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