A Taranto apre il museo Sant’Egidio con il murales sull’Ilva

Tra tante, importanti opere d’arte, ce n’è una in particolare che farà battere il cuore al visitatore che entrerà nel nuovo museo-pinacoteca Sant’Egidio a Taranto.

E’ il murales intitolato “Luci e ombre nel creato” che, all’ingresso del salone dell’ex sacrestia del convento di San Pasquale Baylon, ritrae San Francesco con le mani protese verso il cielo, affacciato davanti agli stabilimenti industriali dell’Ilva per denunciare “la devastazione ambientale e umana” che ha subìto la città pugliese.

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Le storie di tanti “ex rottami” nel calendario Palla 2019

L’altra sera, durante la presentazione del suo ultimo libro “I tacchini non ringraziano” (Salani) il grandissimo Andrea Camilleri ha raccontato la storia del gatto con cui ha vissuto 18 anni. Lo aveva salvato da un gruppo di ragazzini che lo stavano “usando” come pallone in una crudelissima partita, portato da un veterinario “che, mi scusi, ma io ho curato sempre cavalli e mucche e mai un gatto”, affidato alle cure della figlia Mariolina che, mese dopo mese, lo aveva guarito soprattutto grazie all’amore.

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Due o tre cose che penso sul Caffè di Gramellini su Silvia, rapita in Kenya

Succede questo. Che il Grande Giornalista scriva una cazzata sulla prima pagina del Corriere della Sera. Niente di strano e niente di scandaloso, anche ai Grandi succede di scrivere cazzate.

A leggere il pezzo intitolato Cappuccetto Rosso (in tantissimi lo abbiamo letto tutto, del resto 30 righe non sono 30 pagine) io ho pensato due cose.

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Cinzia e la sua piccola storia che ci fa sentire meno soli

Non è un gran momento questo. Abbiamo di fronte qualcosa che sta crescendo vorticosamente. Non so come chiamarlo: razzismo, oppure odio, o cattiveria, o schifo per l’altro. Capire perché accada è difficile, trovare una strada per superare tutto questo lo è ancora di più, sbattuti come siamo da un vento fortissimo che fa star male. Davvero.

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Storia di Luisa, di un premio che la ricorda e di una città che ha rialzato la testa

Questo pezzo è stato scritto in occasione dell’edizione del premio Luisa Minazzi del 2014. Sono successe tante cose da allora, a partire dalla sentenza della Cassazione che ha annullato la condanna del proprietario dell’Eternit e lasciato la città in attesa di un nuovo processo che chissà mai se porterà un po’ di giustizia. Anche per questo il premio ha un valore ancora più grande.

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