I volti bui della storia e noi, che non siamo più capaci di dire no

Sabato sera è andata in onda in tv una puntata di “Ulisse” che Alberto Angela ha dedicato al viaggio senza ritorno degli ebrei catturati a Roma dalle SS il 16 ottobre 1943 e portati in treno ad Auschwitz e in altri campi di sterminio. Una trasmissione importante che Angela aveva annunciato con un tweet che diceva così: «C’è sempre il rischio che i volti bui della storia riappaiano. L’unico modo per evitarlo è conoscerla, raccontarla».

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E se quegli scheletrini fossero i nostri figli?

«Abbiamo accolto 27 scheletrini. Il più magro pesava 30 chili, la sua gamba aveva lo stesso diametro del mio polso. Uno era tutto e solo orecchie. Un altro non riusciva a camminare perché pieno di dolori. Tre avevano ferite di arma da fuoco ai polsi, ai piedi e alle braccia».

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E se per Asia Argento provassimo un po’ di compassione?

A me Asia Argento fa un po’ pena, nel senso di umana compassione.

E’ una donna che ha più di 40 anni ma ha ancora la faccia cattiva della ragazzina che per difendersi aggredisce. L’espressione rabbiosa di chi urla per sentirsi viva. Lo sguardo disperato di chi in fondo ha capito che varrebbe la pena ricominciare da zero ma non vuole, perché farlo significherebbe ammettere una vita sbagliata.

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Un crollo che non riguarda solo il viadotto di Genova

Chissà cosa ha provato quel camionista che ha fermato il suo tir a un paio di metri, forse meno, dal vuoto. Da quel salto nel nulla che, dopo il crollo del viadotto Morandi a Genova, sulla A10, ha inghiottito tir, camion e auto. Chissà com’è essere parte di una lotteria che ti salva la vita per un secondo o due.

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