ANDREA CAMILLERI: «SENTO VICINA A ME L’ETERNITA’»

Era il 27 novembre dello scorso anno. Al Teatro Franco Parenti di Milano sono arrivata un’ora prima perché volevo vederlo da vicino. Andrea Camilleri, il “papà” del commissario Montalbano, lo scrittore che ci ha insegnato la lingua di Vigata, quella sera sarebbe salito sul palco per presentare il suo ultimo libro “I tacchini non ringraziano” (Salani).

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Tutto quello che volevo: la sentenza molto speciale raccontata da Cinzia Spanò

Come si restituisce la dignità a una ragazzina di 14 anni coinvolta in un giro di prostituzione? Cosa bisogna fare perché acquisti consapevolezza e rispetto di sé?

Il tormento di una giudice, pubblico ministero in un processo a un professionista romano coinvolto in un caso di cronaca che all’epoca ha fatto molto rumore, sfocia in una sentenza sorprendente e unica. Che Cinzia Spanò racconta in “Tutto quello che volevo. Storia di una sentenza” in questi giorni al teatro Elfo Puccini di Milano.

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E così, alla fine, anch’io ho votato alle primarie del Pd

E così, alla fine, sono andata a votare alle primarie del Pd.

No, non volevo farlo, innanzitutto perché il Pd nelle ultime due tornate elettorali non l’ho votato. Poi per rispetto della gastrite cronica con cui combatto negli ultimi anni. Provocata dalla delusione, dalla rabbia, dallo sconforto che il Pd mi ha fatto provare per le risse vergognose e le scelte tragicamente discutibili. E per quel “potere” usato non certo a favore della gente, che da un partito che dovrebbe essere di sinistra fa male ancora di più.

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Mahmood, la rivincita (che rivincita non è) di noi disperati

Questo è un pezzo scritto un po’ per ridere e richiede alcune premesse.

Uno. Commentare Sanremo come fosse l’evento del secolo è poco intellettuale, anzi zero. Ieri sera, mentre iniziava la finale, ero a teatro a vedere Pierfrancesco Favino e il suo meraviglioso e disperato straniero ne La notte poco prima delle foreste, di Bernard-Marie Koltès.

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Pio e Amedeo a Sanremo: «Tutti siamo stati bambini»

Ora, io lo so che Sanremo è Sanremo (uffa!). Che Baglioni è Baglioni (uffa! uffa!). Che i radical chic schifano il nazionalpopolare (uffa! uffa! uffa!). Che Pio e Amadeo ma chi saranno mai… Ma a me questi 20 minuti sul palco dell’Ariston sono piaciuti tanto. Forse perché su certi temi sono davvero un po’ disperata. Vi posto il video qui, se ve lo siete perso dateci un occhio (fino alla fine eh…).

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