Agnese Moro e Adriana Faranda: «Il dolore si può portare insieme»

Sul sagrato di San Petronio accanto a piazza Maggiore a Bologna due donne raccontano esperienze di vita che più distanti non potrebbero essere. Ma che un percorso faticoso e doloroso è riuscito ad avvicinare.

Una è Agnese Moro, 67 anni, figlia dello statista della Dc rapito e ucciso dalle Brigate Rosse nel 1978.

L’altra è Adriana Faranda, 69 anni, ex Brigatista rossa, componente del gruppo armato che pianificò il sequestro. Arrestata nel 1979 Faranda, che si era opposta all’uccisione di Moro, è uscita in libertà condizionale nel 1994.

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Il 3 ottobre, in piazza Duomo a Milano, si ricordano i migranti morti in mare

E’ il 3 ottobre  2013. Al largo di Lampedusa, davanti all’isola dei Conigli, c’è un’imbarcazione carica di migranti, in gran parte somali ed eritrei provenienti dalla Libia. Vogliono segnalare la posizione e per questo incendiano una coperta ma le fiamme si propagano sul ponte. Il barcone si rovescia.  E’ la più grande tragedia dell’immigrazione: 368 i morti.

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Maurizio Sbordoni, che ha chiamato la sua casa editrice Stocazzo

Sono una che va di corsa. Che sui social passa più volte al giorno ma legge tutto velocemente. Però accade che a volte qualche frase mi colpisca. E allora mi fermo.

Qualche settimana fa mi sono presa il tempo per leggere un post di Maurizio Sbordoni. Che è uno scrittore romano di 50 anni con un’aria da ragazzo – almeno a guardare le foto perché di persona non l’ho mai incontrato – e all’attivo tre libri pubblicati più uno. Quest’uno, l’ultimo, si intitola Pococondriaco ed è da poco uscito per Stocazzo editore, di per sé nome un po’ speciale, per dirla con gentilezza. Stocazzo l’ha fondata lo stesso Sbordoni, ma di questo vi racconto dopo.

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«Armstrong il primo uomo sulla Luna. Ma io, Jim Lovell, il primo naufrago dello spazio a essere tornato»

Quando l’ho visto, imponente e con un bel sorriso, entrare nella hall del grande albergo di San Antonio, in Texas, ho pensato subito che mi trovavo di fronte un protagonista della storia delle conquiste spaziali. Era il 1995 e Jim Lovell era lì per me, per farsi intervistare in occasione dell’uscita del film Apollo 13 dove era impersonato da Tom Hanks.

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Potremmo essere noi, su quelle barche abbandonate in mare

Anni fa ho trascorso sei mesi con Medici senza Frontiere, un’esperienza da cui è nato un libro.

Ricordo bene quanto, i primi tempi, fossi presa ad appuntare situazioni e contesti e progetti che andavo visitando e a registrare interviste. Un impegno totalizzante, a cui si aggiungeva la concentrazione nel “salvare me stessa” dalle difficoltà di quei viaggi.

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